Come rendere piu' limpida la nostra birra


Recommended Posts

buona lettura

 

 

Rendere più limpida la birra

di Sal Emma

trad. di Nicola Zanella

 

 

E' la rovina di molti homebrewer. La cotta che non ne vuol sapere di

essere limpida. Non tutto è perduto. Oggi si trovano in commercio

molti prodotti "affinanti" che aiutano la birra ad essere limpida. Il

termine "affinante" di riferisce appunto al processo che rende limpida

la birra, o gli agenti adatti per questo scopo.

Spulciando sugli scafali del vostro negozio di homebrewing può essere

difficile, considerato che la maggior parte dei negozi vende agenti

affinanti sia per birra che per vino. Alcuni sono adatti per entrambe

le bevande, ma altri sono specifici.

 

 

Previsioni del tempo: nebbia

I birrai e gli studiosi della birra hanno passato anni a esplorare,

scoprire e descrivere le fonti di velatura o torbidezza nella birra.

Fra tutti questi due di loro sono i principali responsabili nella

torbidezza di una birra di casa: il chill haze e i lieviti in

sospensione. La velatura può inoltre essere sintomo di contaminazione

biologica; e questo avviene quando la vostra birra diventa un terreno

di coltura per lieviti selvaggi e batteri indesiderati. La più comune

forma di torbidezza si ha quando composti naturalmente presenti nella

birra reagiscono con altri composti per precipitare come solidi.

Quando grosse molecole proteiche incontrano certi composti fenolici,

conosciuti come polifenoli o tannini, si attaccano gli uni alle altre

e aumentano in grandezza. Col procedere della reazione, questi

composti diventano così grandi da poter essere visti, specialmente a

temperatura di servizio. Questo è il chill haze.

In casi estremi, quando il processo va avanti incontrollato, si forma

una velatura anche a temperature più alte. Questo è il permanent haze.

 

 

Prevenire la torbidezza nella pentola

Probabilmente l'agente affinante più conosciuto è l' irish moss, un

ingrediente standard in quasi tutte le ricette per homebrewer.

L'irish moss è un tipo di alga raccolta sulle coste dell'Atlantico

settentrionale, Irlanda compresa- e da qui il suo nome. E' anche

chiamata carrageen, dal nome del suo principio attivo. Oltre che nella

birra, l'irish moss è usato come agente addensante per gelati,

condimenti, dentifrici, budini e vernici. L'irish mosso rientra nella

categoria degli "affinanti da pentola". E' infatti aggiunto nel

pentolone di bollitura, in genere negli ultimi minuti. Aiuta la

coagulazione delle proteine che in futuro potranno causare problemi di

torbidezza.

Ian Ward di Savilles, produttore di agenti affinati, spiega: "L'azione

degli affinanti da pentola, irish moss compreso, è legata alla

molecola k-carrageen, una grande molecola ricoperta di cariche

negative. Durante la bollitura, il k-carrageen si scioglie

parzialmente. Le proteine del malto, cariche positivamente, vengono

attirate dalle cariche negative del k-carrageen, crescono in grandezza

e si depositano sul fondo della pentola come particolato fine". Parola

di Ward.

Steve Dresler, mastro birraio della Sierra Nevada Brewing Co. Di

Chico, California, usa l'irish moss nei prodotti Sierra Nevada da

molti anni. "Abbiamo fatto alcune prove con e senza, e devo ammettere

che la birra con uso di irish moss mi è piaciuta di più, specialmente

all'interno della birreria" dice Dresler "Il nostro sistema whirlpool

ad alta velocita serve a separare le proteine dal mosto. L'irish moss

mantiene le proteine ben coagulate e favorisce una migliore

separazione nel whirlpool. Nelle cotte di prova che abbiamo fatto

senza, il fondo di proteine è meno stabile e non è assolutamente sodo.

Ritorna in sospensione molto facilmente" continua "Sono tranquillo

quando lo uso, poiché è un agente tradizionale, è economico, ed è

completamente rimosso dalla birra prima dell'imbottigliamento"

I più recenti manuali di chimica della birra dicono che l'irish moss è

poco efficace nei mosto a basso contenuto in proteine, come ad esempio

i mosti da estratto. Ma Dresler segue la saggezza popolare "Usatelo.

L'irish moss è ideale per gli homebrewer. E' economico e non fa male

alla birra"

 

 

A vole è solo lievito

Particelle di lievito a volte si rifiutano di sedimentare, lasciando

la birra torbida a qualunque temperatura. Perché avviene questo?

Nessuno lo sa!

"Ogni lievito ha i propri capricci e le proprie simpatie" dice Steve

Parkes, maestro e capo birraio alla American Brewers Guild a Woodland,

California. Parkes ha imparato a fare birra alla Heriot-Watt

University a Edimburgo, Scozia. "I diversi tipi di lievito hanno

diversa capacità flocculante, ma anche i lieviti molto flocculanti a

volte danno problemi. Ogni birraio incontra questi problemi almeno una

volta. Ci sono un sacco di cose che possono essere andate per il verso

sbagliato. Il lievito può essere stanco, per aver perso in vigore dopo

molte generazioni; potete avere troppo ferro nell'acqua; potete avere

mancanza di amminoacidi; può essere il beta-glucano che deriva da una

temperatura di sparge elevata" suggerisce Parkes. Ward aggiunge che le

particelle di lievito, avendo tutte carica negativa, continuano a

respingersi e rimbalzare l'una contro l'altra rimanendo così in

sospensione.

L'agente affinante tradizionale per problemi col lievito è la colla di

pesce, un collagene naturale di derivazione insolita: la vescica

natatoria dei pesci. La vescica natatoria è una sorta di palloncino

stretto posto dentro al pesce. Il pesce controlla il galleggiamento

gonfiando o sgonfiando questa vescica. "La colla di pesce è un

additivo alimentare sin dal medioevo, è il suo uso nella birra è

documentato da almeno 300 anni" dice Ward "Il pensiero corrente è che

la sua scoperta risalga a molto tempo fa, quando vino, birra e altri

liquidi erano trasportati in pelli animali, cucite insieme a formare

una sorta di bottiglia In alcuni pesci molto grandi la vescica

natatoria è sufficientemente grande per essere trasformate in una

bisaccia per bevande. Qualcuno deve averla usata per portare del vino

torbido, e deve avere scoperto che era diventato limpido all'interno

della vescica" dice Ward. Per comprendere come funziona la colla di

pesce pensiamo alle proprietà dei magneti. Cariche uguali si

respingono e cariche opposte si attraggono. Anche la colla di pesce

funziona così, essendo coperta di cariche positive. Quando introdotta

nella birra queste cariche negative si attaccano ai lieviti carichi

negativamente, facendoli sedimentare.  "Immaginate due cilindri

graduati riempiti d'acqua" continua Ward "Se si butta un sasso in uno,

cadrà molto rapidamente. Ma se si butta un granello di sabbia

nell'altro cilindro, questo granello farà qualche giro e cadrà molto

più lentamente. Più grande è la particella, più rapidamente

sedimenterà. Infatti se si raddoppia la grandezza di una particella

essa cadrà quattro volte più veloce, dal momento che la velocità di

sedimentazione è funzione del quadrato della grandezza della

particella. La colla di pesce può crescere la grandezza di un fiocco

di lievito fino a 100 volte." La colla di pesce è un ottimo agente

affinante "da barile" quando usata in maniera adeguata. Questo uso

adeguato, però, può essere una sfida, ci spiega Parkes. "Deve essere

ben mischiata ad acqua fredda, ed è un processo che richiede tempo.

Dovrete tenere la soluzione al fresco, dato che inizia a degradarsi

attorno ai 20°C. Alla nostra birreria noi usiamo un agitatore

magnetico, che può autonomamente funzionare per un lungo tempo. Ciò

che raccomando agli homebrewer è di mischiare acqua e colla di pesce

in un fiasco e agitare bene per 15 minuti. Non usate un miscelatore,

dal momento che rovinerebbe le molecole e le renderebbe inutili.

Tenete il fiasco in frigo e continuate ad agitare occasionalmente per

uno-due giorni. Passato questo periodo, quasi tutta la colla di pesce

sarà sciolta e pronta all'uso." dice Parkes. La colla di pesce non

necessita di acidi per essere sciolta. Le polveri commerciali sono già

fornite di acidi. Alcuni fornitori vendono la forma liquida già pronta

per l'uso, ma Parkes dice che ci si può fidare maggiormente della

polvere. "Non c'è modo di conoscere il processo produttivo del

prodotto che acquistate- se è stato tenuto al caldo per un periodo

anche brevissimo di tempo perde tutta la sua efficacia. Questo è

probabilmente vero anche per le polveri secche, ma queste sono più

resistenti della forma liquida" La colla di pesce è la maniera

tradizionale di affinare le birre inglesi, direttamente nel barile.

"La colla di pesce funziona molto rapidamente. Io di solito inizio

l'affinamento 24 ore prima di servire la birra, dopo almeno una

settimana di riposo nel fermentatore secondario. Il lievito deve

essere sospeso per lavorare al meglio per la maturazione. Non bisogna

farlo sedimentare prima che abbia finito" Parkes dice che

l'affinamento risulta migliore con la temperatura in leggero aumento.

"E' un trucchetto che ogni cantiniere inglese conosce, ma non lo

troverete in nessun manuale, visto che non ha alcuna spiegazione

scientifica. Raffreddate la birra di un paio di gradi, aggiungete la

colla di pesce, agitate per mescolarla bene e fate risalire

leggermente la temperatura, se volete risultati migliori"

L'homebrewer Keith Chamberlin di Riverdale, Maryland, ha usato la

colla di pesce per affinare la sua real ale, che ha vinto il primo

premio alla gara della zona di Washington DC lo scorso anno. "Qualcuno

usa la gelatina quando apprende da dove deriva la colla di pesce. Ma

io volevo che la mia real ale fosse il più tradizionale possibile"

Chamberlain ha usato della colla di pesce liquida e non ha avuto

nessun tipo di problema "Ho effettuato il priming in un fusto per la  

fermentazione secondaria, e ho lasciato riposare la birra per una

settimana circa. Ho aggiunto la colla di pesce due giorni prima della

gare, ed ho vinto il primo premio. La birra era molto limpida"

Un altro homebrewer, Tom Cannon di Fairfax, Virginia, si fida meno

della colla di pesce. "Ho comparato i risultati ottenuti dalla colla

liquida con quella in polvere, e devo dire che preferisco

quest'ultima. Ho bollito due tazze e mezzo d'acqua, per sterilizzarla,

e poi l'ho fatta raffreddare, mischiandola alla colla di pesce in un

fiasco. Ho agitato come un pazzo finchè non è risultata densa e

viscosa, e il giorno dopo l'ho aggiunta alla birra." Cannon matura la

sua birra in un barile in acciaio inox da 37 litri "La cosa buona

riguardo alla colla di pesce è che continua a lavorare anche e il

barile viene mosso e il sedimento disturbato. Si sedimenta di nuovo

molto rapidamente" Cannon dice di avere qualche dubbio sulla colla di

pesce, ma solo per la varietà di risultati ottenuti "Potrei passare

alla gelatina, sono per avere maggiore uniformità"

 

 

Attaccare la velatura dopo la fermentazione

Gli agenti affinanti che attaccano il lievito sono in genere

inefficaci per il chill haze, dal momento che le proteine hanno carica

positiva. Per far sedimentare queste proteine - o per filtrarle - i

birrai aggiungono agenti affinanti con cariche negative. Fra questo

composti troviamo gel di silice (Chillguard è la marca più conosciuta)

e una polvere fine di plastica PVPP, chiamata Polyclar.

Il Polyclar lavora attaccandosi ai tannini nella reazione

proteine-tannini. I gel di silice lavorano al contrario attaccando le

proteine. Il Polyclar è preferito sia dai mastri birrai che dagli

homebrewer. Brett Pacheco, capo birraio della Concord Junction Brewery

in Concord, Massachusets, dice che il Polyclar una volta lo ha salvato

da una brutta situazione. "Tempo fa la nostra ale non ne voleva sapere

di diventare limpida, anche dopo averla filtrata. Non eravamo sicuri

di quello che era successo, ma decidemmo di provare col Polyclar per

vedere se riuscivamo a cavarne qualcosa di buono. Fece subito effetto,

e non abbiamo più avuto problemi da quando abbiamo iniziato a usarlo

stabilmente" Pacheco dice che successive analisi dell'acqua della

birreria provavano un eccesso di composti tannici, che accelerava e

ingrandiva la reazione tannini-proteine, responsabile del chill haze.

"I livelli di tannini nella nostra acqua da quando usiamo il Polyclar

sono praticamente nulli. E le birre non mostrano alcun segno di

velatura, né permanente né dovuta al freddo" Pacheco era un hombrewer

prima di divenire un professionista nel 1994, ma a casa non aveva mai

usato il Polyclar, ma ammette di averci seriamente pensato. "Elimina

completamente la velatura, ma non toglie assolutamente bontà alla

birra. E' costoso, ma l'uso a livello hobbistico non è certo una

grossa spesa. Finchè continua a lavorare bene, ed è facilmente

eliminabile dalla birra pronta, non vedo motivi per non usarlo"

L'homebrewer Doug King, di Calgary, Canada, ha usato il Polyclar per

rendere limpida la sua American-style light lager (stile per il quale

è richiesta una grande limpidezza), vincitrice di numerosi premi. "Ora

non filtro più. Ho provato a filtrare, ma i filtri decenti costano un

occhio della testa. Faccio un affinamento col Polyclar per eliminare

il chill haze. Lo uso durante la fermentazione secondaria, dopo la

lagerizzazione" King dice che la birra deve essere raffreddata fin

quasi al punto di congelamento per far coagulare le proteine prima

dell'affinamento. Per trattare 19 litri di birra usa 3 cucchiai da

caffè colmi di Polyclar sciolti bene in due tazze d'acqua bollente.

"Non mescolo o agito la birra, ma preferisco far scendere la soluzione

di Polyclar dall'alto. Usate molta acqua per scioglierlo, altrimenti

c'è il rischio che precipiti immediatamente e non abbia il tempo di

lavorare. Non ho avuto successo con gli altri agenti affinanti. Credo

che i polifenoli siano l'unico componente della velatura che richiede

affinamento. Le altre componenti, lieviti e proteine, precipiteranno

naturalmente con il tempo. Sono un birraio molto paziente, e cerco di

non accelerare i processi naturali."

Rita Lotta di Buffalo, New York, è un'altra amante del Polyclar. "Odio

la birra torbida, perché ritengo che sia molto antiestetica. La

velatura mi distrae dal godimento di una buona birra. Il Polyclar è

semplice da usare ed efficace. L'ho usato per anni. Ne uso un

cucchiaino per 19 litri di birra. Potete aggiungerlo al momento del

travaso, se siete sicuri che la fermentazione sia completa, oppure

durante la maturazione. Io ho provato entrambi i metodi. Io di solito

maturo a freddo le mie birre, tenendole in frigo per diverse

settimane. Anche questo aiuta la sedimentazione dell'haze"

Del Lansing, di Pittsburgh, avverte gli homebrewer di fare attenzione

quando si aggiunge il Polyclar alla birra, quando in essa è disciolta

una discreta quantità di CO2. "Il Polyclar è un'ottimo sito di

nucleazione per le bolle di gas. Se lo versate tropo velocemente, il

risultato sarà un sacco di bolle. Un gran casino!"

E' importante togliere il sedimento di Polyclar prima di infustare o

imbottigliare. Sebbene sia una plastica inerte, la sua approvazione da

parte della FDA è subordinata alla sua rimozione prima

dell'imbottigliamento. Infatti dal momento che è sicuro e non

danneggia la stabilità della schiuma, il Polyclar è uno dei pochi

agenti affinanti approvati dal Reinheitsgebot.

La procedura per l'uso di gel di silice è analoga. I birrai

professionisti usano una combinazione di Polyclar e gel di silice. Ad

ogni modo il gel di silice è molto meno disponibile del Polyclar, che

attualmente è il più usato dagli homebrewer.

 

 

Altri agenti

Gelatina. La stessa usata per i dessert- è un collagene proteico

derivato dalle ossa, dagli zoccoli e da altri scarti dei macelli. Si

scioglie più rapidamente della colla di pesce in acqua calda. Funziona

alla stessa maniera, ma meno efficacemente. Viene venduta da molti

negozio per homebrewing, ma la gelatina insapore che trovate al

supermercato è ugualmente efficace. Un cucchiaino, o un pacchetto di

quella da supermercato, sarà sufficiente per 19 litri. Prima di

aggiungerla alla birra leggermente raffeddata, mescolatela ad una

tazza d'acqua o di birra a temperatura ambiente. Scaldatela

leggermente fino allo scioglimento. Evitate la bollitura, che tende a

rompere la gelatina e a diminuirne l'efficacia.

Bentonite. E' un agente affinante tradizionale per la vinificazione.

E' fatta a partire da un'argilla minerale, lo stesso materiale delle

lettiere per gatti. La bentonite non si addice alla birra, poiché

richiede diverse settimane per la sedimentazione.

Sparcalloide. E' un agente per vinificazione che combina polisaccaridi

e farina fossile. Porta una forte carica positiva, e quindi lavora in

maniera analoga alla colla di pesce e alla gelatina. Consente al

particolato di precipitare meglio prima della filtrazione. Non è

adatta per birre non filtrate ma è un ottimo affinante per mead.

Papaina. E' un enzima derivato dalla papaia, usato anche per frollare

la carne. La papaina funziona rompendo le proteine in uno stretto

intervallo di temperatura. Per questo motivo è ideale per birrerie

commerciali, che la sfruttano durante la pastorizzazione. E'

relativamente inutile per l'homebrewing.

 

 

  • Like 3
Link to post
Share on other sites
  • Replies 65
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

Top Posters In This Topic

Popular Posts

buona lettura  

Posso confermare l'efficacia della gelatina alimentare (quella che come riportato nell'articolo, è usata per i dessert, in particolare per le crostate di frutta) nella chiarifica (o affinatura) della

secondo me per i miei gusti e opinioni parlando di BIRRA FATTA IN CASA la soluzione migliore sono 5 giorni a 2°C in fermentatore prima di imbottigliare anche in un libro di idromele che ho c'è un bel

Posso confermare l'efficacia della gelatina alimentare (quella che come riportato nell'articolo, è usata per i dessert, in particolare per le crostate di frutta) nella chiarifica (o affinatura) della birra che non ne vuolo sapere di diventare limpida dopo la fermentazione, anche dopo attese di alcune settimane.

Inizialmente ho provato la gelatina in polvere da sciogliere in acqua bollente, ma l'efficacia è piuttosto limitata (ha un buon inizio, ma al comparire dei primi coauguli, si blocca lì e non si muove più).

Immediatamente dopo, ho provato quella che si trova in fogli, da ammorbidire in acqua fredda (si trova in pacchetti da 3 fogli di 20 cm per 8 circa e dello spessore di 1 mm; è quasi incolore e la confezione è trasparente, senza alcuna indicazione se non la data di scadenza). Basta farla sciogliere in acqua a circa 40 - 50° C, versarla delicatamente nel fusto con la birra da chiarificare, dare una leggerissima mescolata della superficie con un cucchiaio da cucina (sanitizzato), e attendere. Tutto quello che si trova in sospensione, viene inglobato in grossi grumi di gelatina, che lentamente scendono verso il fondo del fermentatore. Può capitare (come è successo nell'ultima birra che ho imbottigliato due giorni fà), che alcuni di questi coauguli non si depositino, rimanendo in sospensione: sono facilmete asportabili in fase di travaso per il priming, facendo passare la birra ormai pronta attraverso uno straccio pulito in cotone messo all'interno di un imbuto.

  • Like 2
Link to post
Share on other sites
  • 2 years later...

secondo me per i miei gusti e opinioni parlando di BIRRA FATTA IN CASA la soluzione migliore sono 5 giorni a 2°C in fermentatore prima di imbottigliare

anche in un libro di idromele che ho c'è un bel capitoletto su come renderlo più limpido...colla di pesce eccetera...ma secondo me per noi il freddo è la soluzione migliore

ho appena fatto una pils senza irish moss o altre robe dentro...addirittura ho aggiunto un po' di lievito fresco e si è formato davvero pochissimo sedimento...

è la prima birra che faccio e che riesco a guardarci attraverso :D

  • Like 1
Link to post
Share on other sites

Se la birrificazione dall'A alla Z e'avvenuta come si deve. compreso la qualita'degli ingredienti + fermento la birra sara'LIMPIDA e non e'necessario mettere aggiuntivi che possono solo essere nocivi per il sapore. La mia ultima Triple al miele e'talmente limpida , quasi come una filtrata.

Link to post
Share on other sites

Salve a tutti

Sono nuovo del Forum e alla mia seconda birra casalinga (1 kit e 1 estratto secco).

Domanda da Novellino, inerente alla chiarificazione della birra:

 

Durante la seconda fermentazione in bottiglia mi si forma inevitabilmente il residuo di lievito sul fondo.

E' possibile effettuare questa fase (15 giorni bastano?) su un recipiente ermetico (magari inox) e dopo imbottigliare per la maturazione?

Così dovrei ottenere una birra meno torbida e senza lievito sul fondo giusto?

Rischio di perdere il frizzante o di inquinare la birra?

In caso il procedimento sia possibile che tipo di contenitori mi suggerite, magari vanno bene altre botttiglie in vetro!

Grazie a tutti e speriamo di diventare un provetto birraio

Link to post
Share on other sites
  • 2 months later...
  • 4 months later...

Ciao a tutti, aggiungo tre domande inerenti il topic.

1 - La gelatina va utilizzata dopo che c'è stata la fermentazione?

2 - mediamente quanto tempo ci vuole per concludersi il processo?

3 - c'è un preciso rapporto grammi gelatina per litro da filtrare?

 

Grazie per l'attenzione

Link to post
Share on other sites

Daccordissimo con doc = niente prodotti = colla di pesce/gelatina/irisch moss/isinglass Stop solo pura natura. Controllo delle T uno o due travasi un paio di mesi di lagarizzazione a bassa T, e se il processo di birrificazione e'avvenuto corretto = birra limpidissima :rolleyes:

Link to post
Share on other sites
  • 2 months later...

Vabene ciò che dite: problema risolto per il dopo-fermentazione. Ma prima? Cioè dopo la bollitura come elimino i residui? Mi direte: 'fai depositare le proteine e, con un tubo, travasi solo il mosto limpido'. Ok, ma per fare un esempio: ieri ho fatto una cotta coll'aggiunta di castagne e, di quindici litri che c'erano in pentola, ne ho travasati con tale sistema solo nove (altro che lasciare le ultime due dita di fondo). Cavolo, mi dispiaceva buttare via quasi mezza cotta e così ho filtrato tutto attraverso un canovaccio di lino. Però che fatica: una volta formato uno strato di sedimenti, il resto della birra scende col contagocce (e chissà se il canovaccio era completamente libero da batteri...).

Qualcuno sa indicarmi un sistema migliore per evitare di mettere in fermentazione due o tre chili di robaccia che sicuramente non giova al gusto di una buona birra. Grazie :(

Link to post
Share on other sites
  • 1 month later...
  • 2 weeks later...

Bah, all'incirca... ;)

Io però non mi preoccupo in eccezional modo: quasi tutte le birre artigianali (in special modo le pilsner) sono un po' torbide e, alcune, più di un po'.

Non guardate le birre commerciali (come peroni ecc.): queste forse non son fatte nemmeno di malto... ;)

  • Like 1
Link to post
Share on other sites
  • 3 months later...
  • 1 month later...
  • 2 weeks later...

ciao a tutti

io uso malti già pronti (Cooper , Muntons etc..) e fino ad oggi ho solo travasato, fatto il priming ed imbottigliato ...

 

Quanti giorni dovrebbe riposare dopo il travaso?

Se riposa troppo, non c'è pericolo che il lievito che dovrebbe servire alla carbonazione, viene a mancare poichè si deposita sul fondo ?

Link to post
Share on other sites
ciao a tutti

io uso malti già pronti (Cooper , Muntons etc..) e fino ad oggi ho solo travasato, fatto il priming ed imbottigliato ...

 

Quanti giorni dovrebbe riposare dopo il travaso?

Se riposa troppo, non c'è pericolo che il lievito che dovrebbe servire alla carbonazione, viene a mancare poichè si deposita sul fondo ?

Non saprei dirti di preciso quanti giorni sarebbe meglio aspettare

Dalla mia esperienza in enologia ti posso dire che anche se il lievito muore e precipita ne resta una parte viva nel liquido e sopravvive anche in mancanza di zucchero. Quindi appena aggiungi lo zucchero per il priming si attiva e comincia a riprodursi..

;)

Link to post
Share on other sites
ciao a tutti

io uso malti già pronti (Cooper , Muntons etc..) e fino ad oggi ho solo travasato, fatto il priming ed imbottigliato ...

 

Quanti giorni dovrebbe riposare dopo il travaso?

Se riposa troppo, non c'è pericolo che il lievito che dovrebbe servire alla carbonazione, viene a mancare poichè si deposita sul fondo ?

Non saprei dirti di preciso quanti giorni sarebbe meglio aspettare

Dalla mia esperienza in enologia ti posso dire che anche se il lievito muore e precipita ne resta una parte viva nel liquido e sopravvive anche in mancanza di zucchero. Quindi appena aggiungi lo zucchero per il priming si attiva e comincia a riprodursi..

;)

Lo standard è sempre lo stesso:

7giorni nel primo fermentatore;

Travaso;

7giorni in secondo fermentatore;

misurazione densita';

se densita' è quella giusta nuovo travaso;

priming e imbottigliamento.

  • Like 1
Link to post
Share on other sites
  • 4 months later...
Guest billyburke

pongo una domanda.

 

facendo rimanere la birra nel fermentatore a una temperatura bassa (si diceva 2°) per un paio di giorni, nel momento in cui si va nella fase del priming e dell'imbottigliamento, non muoiono tutti i lieviti?

 

scusate, ma sono davvero al primo approccio con la materia.

Link to post
Share on other sites
  • 3 weeks later...

DOPO QUELLO CHE DICO MI CERCHERETE E MI SPARERETE!!! (SOPRATTUTTO DOC, KE X ME E' UN ICONA)

D'ACCORDO CHE IL TRAVASO E' SEMPRE BUONO FARLO ..(E IO LO FACCIO) MA LA BIRRA LIMPIDISSIMA E' SINONIMO DI QUALITA' O E' UNA QUESTIONE DI GUSTO PERSONALE(estetica)???

sono nel vostro mirino

Link to post
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...