ErVito

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    Neo Birraio

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  1. Ciao a tutti, scusatemi se riporto il topic in evidenza ma vorrei avere qualche conferma o smentita in merito al procedimento. Ritenete che il metodo di sanitizzazione descritto sia corretto o no? Generalmente si dice che i tempi del kit sono almeno 1 settimana di prima fermentazione ed almeno 1 mese di seconda fermentazione in bottiglia (chiaramente sono delle linee guida mediate sui diversi stili, kit, ecc. quindi non vogliono essere assolutamente una regola valida per ogni birra), quindi non penso che i tempi indicati nel post precedente siano sbagliati, personalmente reputo che per un motivo o per un altro c'è qualcosa che non va nella sanitizzazione... Attendo un vostro riscontro in merito. Grazie. Saluti, Marco
  2. Ciao a tutti, faccio un brevissimo recap delle puntate precedenti. - ai primi di febbraio (02.02.2019) abbiamo preparato la bitter; - ai primi di marzo (08.03.2019) dopo una fermentazione lenta (in tutti i sensi, il fermentatore non ha suonato per niente e la densità è scesa lentamente) abbiamo imbottigliato. Le mie note (critiche): - il preparato era "vecchiotto" (per usare un eufemismo, non è la prima volta che viene affrontato l'argomento: un preparato "vecchiotto" di un anno è da buttare? E' molto probabile che sia da buttare o, contrariamente, molto probabilmente è ancora buono?); - non trovo siano stati commessi errori grossolani se non, forse, l'aver aperto il fermentatore per i "controlli di rito" (che, per essere rigorosi, potrebbero essere evitati, però, quando il fermentatore non fischietta, che si misuri la densità o si guardi il mosto, qualche controllo è da fare...); - abbiamo provato a migliorare la sanitizzazione utilizzando una soluzione di peracetico all'1% (invece che chemipro). E adesso veniamo al risultato che, per il momento, è ancora incerto: - una prima bottiglia aperta (ad un mese dall'imbottigliamento) aveva un color rosso acceso, un buon sapore, non troppo amara (forse non proprio dello stile) ma _buona_; - altre due bottiglie (aperte ieri), invece, avevano un color bruno, una punta di marsalato (sintomo di infezione) e niente di più entusiasmante. Come dicevo, questa volta abbiamo voluto migliorare (almeno, questa era la nostra idea) la sanitizzazione utilizzando una soluzione di peracetico all'1% invece che il chemipro. Per sanitizzare abbiamo preparato 1-2 litri di soluzione di peracetico in una bottiglia di acqua minerale (ma con dell'acqua di rubinetto); abbiamo versato all'incirca 250 ml di soluzione in una prima bottiglia (utilizzata per l'imbottigliamento) e, successivamente, abbiamo travasato quella porzione di soluzione nelle altre bottiglie (cambiando i 250 ml di soluzione ogni 10 bottiglie circa). Che dire, si accettano consigli e osservazioni! L'esperienza con il secondo preparato (anch'esso un fiasco) mi ha lasciato un po' perplesso perché, ad un mese dall'imbottigliamento, la birra era pressoché imbevibile per il sapore marsalato che aveva (moooolto probabilmente infetta, anche per la presenza di strane formazioni che all'imbottigliamento non ci avevano più di tanto colpito, dal momento che siamo dei novellini) eppure, a distanza di oltre 4 mesi dall'imbottigliamento ha assunto, inaspettatamente (e, forse, inspiegabilmente?), un buon sapore. Può essere che anche questa bitter un po' anomala, a distanza di quasi due mesi dall'imbottigliamento, possa migliorare dopo altri mesi? Non credo che la nostra esperienza sia sufficiente per valutare esattamente quale sia la fase più critica del processo ma penso sia la sanitizzazione; c'è qualche altro aspetto molto critico al quale prestare molta attenzione? Ritenete che il metodo di sanitizzazione che abbiamo utilizzato (fin dal primo preparato) sia corretto o no? Grazie anticipatamente per la cortese attenzione e la collaborazione. Saluti, Marco
  3. Okay ragazzi, mi pare di capire che non è ragionevole tirare fuori delle linee guida del tipo: "se vengono prodotte più di X bolle al minuto allora è presto, se invece ne vengono prodotte meno allora puoi misurare la densità". Ad ogni modo con un gorgogliatore "strombazzante" direi che è prematuro misurare, voi che dite?
  4. Ciao a tutti, ci siamo, la bitter sta andando da una settimana ormai ed il gorgogliatore borbotta che è un piacere. La domanda che sorge spontanea (e che, immagino, sia sorta a tutti almeno una volta) è: quando misurare la densità? Di norma si fa dopo una settimana e c'è chi dice di misurarla solo se proprio non se ne può fare a meno... Se volessimo seguire un procedimento rigoroso: quand'è che ci sono tutti i segnali per stabilire che è giunto il momento di misurare la densità?? Chi ha letto tanti altri post prima di questo sa che il gorgogliatore non è un oracolo che decreta se la fermentazione è in corso, è terminata o meno ma penso sia un buon indicatore dello stato del processo. Allora la domanda specifica è: ammesso che il gorgogliatore stia borbottando sonoramente, ci sono delle linee guida per capire se sia giunto o meno il momento di misurare la densità (per non misurarla troppo tardi o troppo spesso)?? Quando la fermentazione termina non vengono più prodotte bolle? Quante bolle vengono prodotte da una fermentazione in conclusione? Grazie anticipatamente per la cortese attenzione e la collaborazione. Saluti, Marco
  5. Ciao a tutti, scusate per la risposta tardiva... Cosa intendevi??? Il kit è della Coopers. Una buona acqua commerciale che sia leggera...cosa consigliate?? Grazie a tutti per l'attenzione e la collaborazione. Saluti, Marco
  6. Ecco, la prima è un'ottima dritta; fatemi capire, in particolar modo per una bitter è importante che la temperatura non sballi più di tanto da quella ottimale??
  7. Ciao a tutti, ci risiamo: complici le feste, un po' di tempo libero e tanta voglia di fare, in questi giorni è salita la voglia di fare una birra! Ho già un preparato per bitter e, fatto salvo porti male, vorrei utilizzarlo in questi giorni per provare qualcosa di nuovo. Questo è il terzo kit della mia storia da "mastro" e, per ricapitolare le puntate precedenti, il primo è stato un successo ed il secondo un fiasco. Le domande sono: - c'è qualche controindicazione o consiglio preliminare legato al preparato specifico? - vorrei provare a rendere "speciale" questa birra, ed i modi per farlo sono svariati (luppoli, grani, erbe, spezie, ecc.): cosa mi suggerite per aromatizzare una bitter senza richiedere ingredienti rarissimi, costi esorbitanti e difficoltà nella preparazione? Grazie anticipatamente per la cortese attenzione, la collaborazione e auguri a tutti per un felice anno nuovo! Saluti, Marco
  8. Ciao a tutti, approfitto del messaggio per presentarmi brevemente. Mi chiamo Marco e con un paio di amici ci siamo buttati (da un anno ormai) nella produzione di birra artigianale. Sembra tanto ma tra lo studio ed il lavoro siamo solo alla seconda birra prodotta con kit di malto già luppolato (sì, siamo partiti dalla base). La prima birra è uscita benino, abbiamo usato il preparato lager di Brewmaker (per quanto fosse un azzardo provare una lager come primo esperimento) con il lievito saflager s-23 e abbiamo seguito fedelmente le indicazioni generali per l'utilizzo di un preparato (sanitizzazione, riscaldamento del preparato, scioglimento del lievito, ecc... fino alla lagerizzazione che, dal momento che le bottiglie sono state divise fra tre persone, è avvenuta in tre luoghi diversi: in frigorifero, in cantina e sul balcone). Il risultato è stata una birra dal sapore buono malgrado le apparenze (non so se il preparato sia pensato per una lager ambrata). L'unica critica, che facciamo a posteriori, è che le bottiglie (anche quelle lagerizzate in frigorifero) sono risultate schiumogene all'apertura. Quelle lagerizzate in frigorifero, una volta aperte (con tanto di schiocco), nel giro di qualche minuto producevano una schiuma consistente che si alzava lentamente fino ad uscire dalla bottiglia. Le ultime bottiglie aperte, lagerizzate in cantina, sono risultate talmente schiumogene all'apertura che la birra è fuoriuscita immediatamente a fontana (un po' come uno spumante agitato). Per la seconda birra, invece, abbiamo usato il preparato per una blanche tarwebier di Brewferm con il lievito incluso nella confezione (da alta fermentazione) e, anche in questo caso, abbiamo seguito fedelmente le specifiche generali della preparazione (detersione del fermentatore, sanitizzazione, riscaldamento del preparato, scioglimento del lievito, ecc...) e quelle del preparato (in merito alla densità alla quale imbottigliare e alla quantità di zucchero per la fermentazione in bottiglia). Il risultato questa volta è stato deludente, la birra ha un cattivo sapore, probabilmente accentuato anche dal livello elevato di alcol (io la trovo acidella ed uno dei miei amici trova sia marsalata), e non produce schiuma (fortunatamente o purtroppo?). E queste sono le motivazioni per le quali ci rivolgiamo a voi: la prima birra possiamo dire che è andata anche bene (fortuna dei principianti?) ma la seconda è stata proprio un flop e non ci è chiaro se il fallimento della seconda possa essere correlato alla schiumosità della prima. Ossia ci chiediamo se il difetto della prima (la schiumosità) ed il pessimo risultato della seconda possano essere accomunate dalla stessa causa. La domanda sorge da una pagina web (questa) nella quale ci siamo imbattuti cercando la risposta. A giudicare dagli autori della pagina si direbbe che il denominatore comune del problema (di entrambe le birre!) sia la sanitizzazione che non è stata ottimale. Però le bottiglie sono state dapprima lavate a mano o in lavastoviglie e, successivamente, sono state sanitizzate col chemipro. Quindi, a nostro modo di vedere, le bottiglie erano state lavate perfettamente. Cosa ne pensate? Ritenete che sia ragionevole pensare che la sanitizzazione non sia stata ottimale o potrebbe esserci un'altra spiegazione? Grazie anticipatamente per la cortese attenzione e la collaborazione. Saluti, Marco