LucioSantus

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  1. C'è un motivo preciso per cui sei passato dal sacarosio al destrosio?
  2. Credo che il problema dello splashare sia lo stesso per tutti i tipi di mosto, splashare ossigena, per cui nei momenti che una ossigenazione fa parte del processo bene, altrimenti bisogna evitare se l'ossigenazione può essere causa di ossidazione.
  3. L'ho detto, non lo faccio per sanificare, dopo sanificate durante il lavoro non voglio lasciarle all'aria per cui le immergo nel bisolfito, giusto per non tenerle a contatto con l'aria..
  4. L'ho detto, non lo faccio per sanificare, dopo sanificate durante il lavoro non voglio lasciarle all'aria per cui le immergo nel bisolfito, giusto per non tenerle a contatto con l'aria..
  5. Io le tengo sommerse proprio per evitare il contatto con l'aria, in teoria potre usare anche altri metodi, ma acqua e bisolfito resta il più veloce.
  6. Io ho fatto due esperimenti con il sidro, ho fatto prima il sidro di mele della Brewmaker e non mi ha entusiasmato, ne è venuto fuori uan cosa tipo un posecchino demì sec senza infamia ne lode, preciso che io sono un amante del prosecco e l'ho valutato secondo i miei gusti. Successivamente ho fatto il sidro di mele della Mangrove Jack's, questo l'ho trovato decisamente più buono. Aveva l'aroma che ricordavo del sidro, una specie di succo di frutta frizzante tendenzialmente dolce, come un brachetto al gusto di mele. Per cui in entrambi casi che la frizzantezza è importante e presente in entrambi, sarebbe la prima cosa che perderesti in un fusto a metà, ancor prima di una ossidazione.
  7. Io da quando ho visto un mio capello nella vaschetta che uso per tenere a bagno nel bisolfito la cose che uso per fare la birra, cucchiai, paletta ecc, ho preso l'abitudine di fare la birra con la cuffietta, non mi fido più.
  8. La procedura che hai usato mi sembra corretta, o meglio, è quella che uso anche io, con la differenza che io ancora uso i lieviti in dotazione ai kit, ma tu che hai usato un lievito specifico dovresti essere avvantaggiato. Per cui mi sento di dire che l'unica vera differenza con me è il travaso. E' una procedura che ho abbandonato, perchè come sai crea ansia, della serie: partirà la fermentazione? come mai non gorgoglia più? e chi più ne ha più ne metta. Non a caso per far creare il più velocemente possibile un cappello di CO2 dentro il fermentatore si usa aggiungere una trentina di grammi di zucchero dopo il travaso. Ho sostituito il travaso con la winterizzazione per raggiungere lo scopo di una chiarificazione maggiore. A fermentazione ultimata portare il mosto a circa 4° per almeno 6 giorni prima d'imbottigliare. Se da una parte si allungano i tempi della birrificazione, dall'altra non si corrono i rischi legati al travaso.
  9. Io faccio abassare la temperatura in due volte, 6° e poi 4° per evitare una eventuale inerzia termica, vedrai che nel primo step difatto la temperatura va oltre i 6° ma non dovrebbe scendere sotto i 4° e la winterizzazione va fatta almeno 6 giorni, ma un tempo un pò più lungo male non gli fa. Io ho fatto il dry hopping durante la winterizzazione ma è stato un esperimento, non l'ho letto da nessuna parte, ma ha funzionato, perchè avevo letto che lasciare il luppolo troppo a lungo oltre i 5 giorni non era consigliato, per cui ho messo il luppolo 5 giorni prima d'imbottigliare, a winterizzazione avviata.
  10. Bastano 2 giorni tra una misurazione e l'altra per capire se la densità è stabile, poi puoi procedere tranquillo. Se hai la possibilità di controllare la temperatura io ti consiglio la Winterizzazione, almeno 6 giorni a circa 4° prima d'imbottigliare, io con questo accorgimento ho eliminato quasi totalmente il fondo in bottiglia. In un kit durante la winterizzazione ho fatto il Dry Hopping, a mio parere con buoni risultati.
  11. Prima cosa te la dico adesso, ho fatto l'errore di lasciar raffredare l'infuso con le castagne dentro, il giorno dopo ho visto che si erano vassorbite quasi tutto, per cui l'infuso per aromatizzare era veramente poco, ho paura che l'esperimento sarà un fallimento. La prossima volta vedrò di levare l'infuso la sera che farò bollire le castagne e lo farò raffreddare da solo. Sto seguendo questo metodo di far bollire le castagne cosi farò anche i marron glassè, cosa che se fossero tritate e messe nel mosto a fermentare non potrei fare
  12. Invece di acquistare un lit bello e pronto di Birra alle castagne, ho deciso di provare a fare da me. Ho intenzione di utilizzare un kit della Coopers la Real Ale con questo procedimento, far bollire 500 grammi di castagne, filtare il tutto e far raffreddare l'infuso. Poi aggiungerlo una volta freddo al mosto. E poi procedere come sempre. Funzionerà?
  13. minchia bacco, manco un chirurgo prima di operare arriva a tanto
  14. anche io mi sono posto il problema del maneggiamento per cui ho messo il pellet uno per uno con una pinza da cucina, se consideri che la bustina aveva una trentina o quarantina di pellet non ci è voluto tanto.
  15. Voglio dare anche io il mio contributo, io ho fatto due fermentatori contemporanemente con lo stesso kit, Gallia della Brewferm, stesso metodo e stesse temperature, stessa OG e stessa FG, anche se la mia cella di fermentazione è un frigorifero con lo sportello tutto vetro, di quelli per l'acqua o vino che si trovano nei locali, come sapete è molto alto e di fatto il fermentatore in altro è stato sempre un grado in più di quello basso. Detto questo, in uno ho fatto il travaso intermedio nell'altro no, risultato che una birra è vero che è leggermente più limpida dell'altra, ma essendo una birra rossa o ambrata, come volete, diciamo che la cosa non è sostanziale. Sicuramente con una birra bionda la cosa è sicuramente più visibile, ma in termini di sapore non ho notato nessuna differenza. Per cui, dato che io non faccio birre bionde, non credo che farò nuovamente il travaso intermedio. Lo faccio solo prima d'imbottigliare, per vedere quanti litri di mosto la birra mi ha dato per fare i calcoli per il priming. Ho smesso anche di inclinare il fermentatore, da quando nel muoverlo ho prelevato anche un pò di fondazza, per avere un bicchiere in più di birra non ne vale la pena. Finita la fermentazione una buona winterizzazione e travaso senza muovere il fermentatore, senza troppi sbattimenti. Quando ho fatto un kit che prevedeva un DH l'ho fatto nei 5/6 giorni di winterizzazione, ho levato il gorgogliatore ed ho infilato il pellet attraverso il buco, non ho termini di paragone ma il risultato mi è sembrato sufficiente.
  16. Questa discussione ha anticipato una mia domanda, che sarebbe stata a che temperatura far lievitare la real ale, vada per 21°. A giorni devo farla, la trovo una buona birra, questa volta ho deciso di aromatizzarla alle castagne. Ho intenzione di procere in questo modo, far lessare mezzo chilo di castagne in due o tre litri d'acqua, una volta cotte filtrare l'acqua ed aggiungerla nel mosto. Potrebbe andare? Oppure se qualcuno ha da suggerirmi qualche kit più adatto ad un'aromatizzazione del genere resto in attesa.
  17. Mi è sembrato di capire che vi riferite alla sanificazione a fermentatore vuoto, io ho dovuto sanificare il rubinetto a fermentatore pieno. Facendo il test della densità ho notato della muffa sia sul beccuccio del rubinettoche sul battufolo di cotone che metto per tappare il rubinetto. 48 ore rima del travaso per il priming ho messo il rubinetto verso l'alto e l'ho riembito di candeggina, ed allo stesso modo ho pulito il beccuccio. La sera prima del travaso ho girato il beccucio ho fatto cadere la candeggina ed ho lavato per togliere un po di odore di candeggina, poi l'evaporazione ha fatto il resto. Speriamo sia andato tutto bene. Per quanto riguarda la pulizia prima di fare la birra ho iniziato a smontare il rubinetto e metterlo 24 ore in candeggina.
  18. Premesso che come consiglio agli altri applico la teoria del "niente fretta" , io ho studiato la progressione, inizio a far salire la temperaura al 6 giorno: 6-19° 8-20° 10-21° 12-22° 14 23° 16-24°.Lascio il mosto due giorni a 24° e se tutto è ok winterizzizzo minimo 6 giorni, poi imbottiglio. Ma questa è una progressione di massima, mi è capitato di non essere sicuro delle letture del densimetro e ho lasciato ancora qualche giorno il mosto nel fermentatore, sono arrivato anche a 28 gg. Della serie, ogni birra è una cosa a se. redtuna non confonderti, non è la temeratura della cella a salire. Il cavo riscaldante o qualsiasi altro sistema di riscaldamento della cella uno abbia, ha quel potere scaldante, non di più, per cui se il suo potere scaldante è, ipotizziamo, 40°, è vero che ci puoi mettere qualche giorno ad arrivare a 18° del mosto con 40° nella cella, ma non pensare che se lasci il cavo a scaldare per il doppio del tempo arriverai a 80°, la cella avrà sempre 40° ma ci metterai più tempo per salire di temperatura. Ed in ogni caso, ribadisco, non preoccuparti del tempo che impiega a raggiungere la temperatura, con la CO2 dentro il fermentatore non può succedere nulla al mosto, la cosa impportante è che la temperatura arrivi a quanto hai programmato.
  19. Mi sono ricordato che dovevo anche affrontare la tua idea che per salire di temperatura fino 22-23°C ci vorrà del tempo, io mi comporto così, partiamo dal principio che siamo in fermentazione a circa 18°, per raggiungere 22-23° io faccio una cosa graduale, 1 grado circa ogni due giorni, non mi pongo il problema di quanto ci può impiegare, l'importante è arrivare alla temperatura desiderata, prendere il dato della temperatura massima raggiunta che mi servirà per il priming e procedere alla winterizzazione (io la faccio sempre circa 4° per almeno 6 giorni.
  20. Caro redtuna Cristi4n è stato ultra esaustivo ed ultra preciso, ma nel finale del suo intervento ti ha dato, secondo me, il suggerimento più importante. Non ti devi preoccupare di quanto tempo ci mette il mosto a salire, ipotizzo da 18° a 20°, l'importante è che salga, e salirà, e che ci resti. Fino a che, tramite l'inkbird, non ci sia un imput diverso. Nella mia esperienza ti posso dire che è vero che per modificare sostanzialmente la temperatura ci vuole del tempo, mi riferisco per esempio alla Winterizzazione dove devo passare, sempre ipotizzando, da 24° a 4°, ma una volta arrivati alla tempratura desiderata ti assicuro che la gestione del mantenimento è meno laboriosa. Io uso impostare il mio strumento, non uso l'inkbird ma è un termostato con lo stesso principio, in +/- 0,2°, della serie attacca a 18,0° stacca a 17,8° (viceversa d'inverno attacca a 18,00 e stacca a 18,2). Consiglio finale, anche in questa situazione, come in tutte quelle della birrificazione, vige la regola di non avere fretta. Non mi devo preoccupare di quanto tempo la mia cella porta a temperatura il mio mosto, ma che lo porti alla temperatura e la mantenga per quanto tempo mi serve. In inverno anche la temperatura esterna mi aiuta se voglio portare il mosto che ho inoculato a 24° ad una tempratura di 18°. Ma d'estate che inoculo a 24° con una temperatura esterna di 31° (e da me vi assicuro succede, anche più di 31°) per abbassare la temperatura a 18° magari ci metto alcune ore, ma quel che conta è arrivare a quella temperatura e mantenerla. Devi solo darti tempo.
  21. Non ero a conoscenza che esistesse, dove lo compri?
  22. Secondo me non ti devi preoccupare più di tanto. La coimbentazione in polistirolo che hai realizzato per proteggere la sonda stà facendo il suo, dà o meno il consenso all'inkbird in funzione della temperatura del liquido, senza influenze esterne. Per cui la temperatura esterna non ti deve preoccupare. Stai tranquillo che non appena il mosto salirà alla temperatura desiderata, lo strumento staccherà la corrente al cavo riscaldante e il liquido farà da refrigerante alla temperatura esterna in un battibaleno, ed i quaranta gradi si livelleranno velocemente con la temperatura del fermentatore, fino all'impulso successivo. Se vuoi realizzare una cosa veramente attendibile metti un vero un portasonda nel fermentatore allora sarai ancora più sicuro che la lettura è nel cuore del mosto.
  23. Grazie delle dritte, hai ragione, ho controllato, la differenza è poca, in un range 18-22 siamo ancora a zero, 23-26 +1, per cui vada con l'inoculo a 24. Grazie anche a te Baccomax, inoculerò a 24 ed eviterò i problemi di latenza, per quanto riguarda l'ossigenazione passo da 20 a 10 minuti, di meno non posso