LucioSantus

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  1. Sono daccordo con te, non ci dobbiamo preoccupare del contatto con l'aria quando sitiamo facendo la birra. E' un tempo relativamente basso. Diverso è nei giorni successivi quando la fermentazione si sta completando che bisogna stare più attenti.
  2. Ho provato anche questo ma poi si è presentato il problema che riportando in assetto il fermentatore il mosto mi andava nello sporco della schiumetta della fermentazione attaccato al fermentatore, con conseguenti cadute di crosticine di porcheria che sono finite in giro. Per cui la volta successiva ho raddrizzato il fermentatore quando avevo già tolto una parte di mosto, ma la fondazza non era "solida" come speravo per cui si è creato un po di torbido che è entrato nel tubo. Insomma, mi sono rotto ora non tocco nulla e stop.
  3. "Che senso ha winterizzare se poi rintorbidisci tutto riportando a temperatura" Ti garantisco che a riportarla a temperatura ambiente non s'intorbidisce. Quello che era in sospensione ed è precipitato non si rimette in circolo solo perchè la temperatura risale. Ci vorrebbe un nuova fermentazione per fare del movimento nel mosto. "se hai una soluzione liquida cosa vuol dire "non si scioglie a freddo"??" La soluzione zuccherina ha una densità maggiore del mosto, per cui per farla sciogliere bene è necessaria una costanza nel rumare assoluta, altrimenti stà nel fondo del fermentatore, non è facile. MI è capitato che certe bottiglie erano carenti di gas e certe avevano problemi di sovracarbonazione, per cui in futuro starò ancora più attento.
  4. io la porto sotto i 4° per almeno 6 giorni. Diciamo min 3,5° max 4° altrimenti il frigo attaca e stacca troppo spesso..
  5. Ti incollo una risposta che ho dato in un'altra discussione ma che fa anche al caso tuo, unica differenza tu chiedi se sia neccessario un rinforzino di lievito per il priming. Ho letto che esistono in commercio lieviti per la seconda fermentazione ma secondo me non ne vale la pena e non ho sentito mai consigli al riguardo. " Industriati per fare una buona winterizzazione e vedrai troverai la soluzione ideale, non fosse altro che ti da più tempo per organizzare l'imbottigliamento, della serie, se so che sarò libero solo tra 8 giorni farò una winterizzazione di 8 giorni, a quelle temperature non si corre nessun rischio ad allungare di due o tre giorni la winterizzazione. Qualcuno mi ha suggerito di travasare e fare l'imbottigliamento subito dopo la winterizzazione, ma con il mosto freddo ho trovato difficoltà a far sciogliere lo zucchero, in un liquido freddo far diluire bene la soluzione zuccherina per il primmng è più mazzoso. Per cui ora faccio tornare il mosto a temperatura ambiente prima di fare l'ultimo travaso ed il primming. Mi hanno detto che avrei corso il rischio di far nuovamente intorpidire il mosto, ma sinceramente è una cosa che non si è mai verificata. "
  6. Diventasse troppo limpida, magari... Scherzi a parte. Io nella sepur breve esperienza di birraio casalingo ho fatto solo una volta il travaso ed ho deciso che non ne vale la pena. Preciso ho fatto lo stesso kit in due fermentatori contemporaneamente, in un fermentatore ho fatto il travaso nell'altro no. Magari con qualche stile di birra potrebbe fare la diferenza, ma nelle birre che faccio io, prevalentemente birre belge o comunque rosse, non ho ravvisato una sostaziale differenza. Per cui molti sbattimenti a sanificare per bene tutto, pressione psicologica alle stelle (avrò fatto tutto bene? La fermentazione ripartirà? etc etc), Sempre lì a guardare il fermentatore se sta andando tutto bene: secondo me non ne vale la pena. Industriati per fare una buona winterizzazione e vedrai troverai la soluzione ideale, non fosse altro che ti da più tempo per organizzare l'imbottigliamento, della serie, se so che sarò libero solo tra 8 giorni farò una winterizzazione di 8 giorni, a quelle temperature non si corre nessun rischio ad allungare di due o tre giorni la winterizzazione. Qualcuno mi ha suggerito di travasare e fare l'imbottigliamento subito dopo la winterizzazione, ma con il mosto freddo ho trovato difficoltà a far sciogliere lo zucchero, in un liquido freddo far diluire bene la soluzione zuccherina per il primmng è più mazzoso. Per cui ora faccio tornare il mosto a temperatura ambiente prima di fare l'ultimo travaso ed il primming. Mi hanno detto che avrei corso il rischio di far nuovamente intorpidire il mosto ma sinceramente è una cosa che non si è mai verificata.
  7. Ho provato anche io a piegare leggermente il fermentatore, ma per due volte le cose non sono andate benissimo, una volta mi è scivolato il fermentatore ed ho dato uno scossone ed ho intorpidito tutto, una volta mi si è tolto il tubo dal ruinetto mentre lo inclinavo, per cui ho detto, per un bicchiere in più di birra tutti questi casini. Ora non lo muovo più, per farla schiarire faccio una buona winterizzazione, stop.
  8. come puoi prevedere che non ci saranno alterazioni del mosto, non bastano le misurazioni se se sono passate solo due settimane, a vedere quello che vogliamo vedere se abbiamo fretta di bere è facile, stai sereno ed aspetta...
  9. io sto usando beermalt e zucchero candito in birre molto alcooliche ed anche se non danno l'alcool che da lo zucchero danno un sapore superiore e resta quel tanto di alcool che basta ed avanza, quando sei a 6-7 gradi sei a posto
  10. Se è vero che accade talvolta che crediamo che la fermentazione sia finita per misurazioni stabili, o per raggiunta densità finale dichiarata dal produttore, e poi ci troviamo con una sovracarbonazione, ha un senso aspettare per capire se sia veramente finita la fermentazione. Io mediamente faccio fermentazioni che durano 20-22 giorni prima di passare alla winterizzazione, io non uso travasi intermedi, per cui imbottiglio dopo circa 28 giorni.
  11. Baccomax tu m'insegni che i valori di alcool dopo la virgola non contano per quanto riguarda i gradi siamo abituati a ben altri angoli
  12. Facendola facile credo che per te sia più chiaro metterla così: nella prima fermentazione avremo che lo zucchero si trasformerà in alcool, nella seconda fermentazione avremo che lo zucchero si trasformerà in co2. Per cui la quantità di zucchero della prima fermentazione non ha nessuna attinenza con la quantità necessaria nella seconda fermentazione. La quantità di zucchero necessaria a produrre il giusto tanto di co2 previsto per lo stile della birra che stiamo facendo dipende da quanta co2 è presente nel mosto, e questo dipende da che temperatura massima ha raggiunto il mosto in fermentazione. Un esempio su come uso io le tabelle che ti ho allegato sopra: ipotizziamo che stiamo facendo un India Pale Ale, la tabella relativa agli stile mi dice che qusto stile ha un volume di co2 in carbonazione che va da min 1,5 max 2,3. In questo range io mi devo attestare, io per sicurezza le prime volte mi attesto sempre a metà strada, per cui optiamo per una carbonazione 1,9. Nella tabella delle temperature cerco nella riga gialla che indica i volumi il valore 1,9 e poi nella riga a destra rossa ho le temperature. Ora guardando i valori del volume co2 1,9 ad una ipotetica temperatura max raggiunta in fermentazione di 25° incrocio ed ottengo i 4,56 grammi litro che devo aggiungere in seconda fermentazione. Per quanto riguarda la scelta di usare Beermalt al posto dello zucchero devi sapere che lo zucchero si trasforma al 100% in alccol mentre il beermalt no, per cui se vuoi ottenere la stessa gradazione devi mettere una quantità maggiore di beermalt, circa kg.1,3. NON FARE CONFUSIONE sto parlando di fermentabili in prima fermentazione. Fatto questo a fermentazione completata devo calcolare quando zucchero o destrosio vedi tu, bisogna mettere per una corretta quantità di co2.
  13. Stai andando bene tranne per un paricolare, che lo zucchero si trasformi al 100% in alcool è giusto, ma in prima fermentazione le quantità di zucchero sono considerevoli e danno la giusta alcoolicità alla birra. Nella trasformazione abbiamo una produzione di co2 che tramite il gorgogliatore esce dal fermentatore e solo in parte resta disciolta nel mosto. Nella seconda fermentazione invece la bottiglia è tappata per cui la birra non riesce a liberarsi della co2 che resta disciolta al suo interno gasando la birra. Una volta aperta la bottiglia la co2 è libera di uscire ed abbiamo le classiche bollicine e la schiuma. Il giusto dosaggio dello zucchero permette la corretta gasatura della birra e di conseguenza la giusta schiuma. Anche se è vero che la produzione di co2 è una conseguenza della trasformazione di zucchero in alcool anche in bottiglia, di fatto le quantità sono così modeste che non abbiamo una variazione tangibile di tasso aloolico della birra in seconda fermentazione, difatto serve solo alla gasatura della birrra. Nella differenza tra zucchero e destrosio io ho solo letto finora che la differenza sostanziale sta nella solubilità maggiore del secondo rispetto al primo, ma mi è sorto un dubbio sulle quantità necessarie per ottenere una gasaura pari allo zucchero, per questo ho chiesto lumi a baccomax che sicuramente conosce la resa effettiva.
  14. A proposito, io in primming ho sempre usato lo zucchero da cucina, ma il destrosio andrebbe nelle stesse quantiità?
  15. Dimenticavo, in ogni caso devi fare una soluzione zuccherina e portarla ad ebolizzione per qualche minuto, raffeddarla e versarla nel mosto.