LucioSantus

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  1. Mi sono ricordato che dovevo anche affrontare la tua idea che per salire di temperatura fino 22-23°C ci vorrà del tempo, io mi comporto così, partiamo dal principio che siamo in fermentazione a circa 18°, per raggiungere 22-23° io faccio una cosa graduale, 1 grado circa ogni due giorni, non mi pongo il problema di quanto ci può impiegare, l'importante è arrivare alla temperatura desiderata, prendere il dato della temperatura massima raggiunta che mi servirà per il priming e procedere alla winterizzazione (io la faccio sempre circa 4° per almeno 6 giorni.
  2. Caro redtuna Cristi4n è stato ultra esaustivo ed ultra preciso, ma nel finale del suo intervento ti ha dato, secondo me, il suggerimento più importante. Non ti devi preoccupare di quanto tempo ci mette il mosto a salire, ipotizzo da 18° a 20°, l'importante è che salga, e salirà, e che ci resti. Fino a che, tramite l'inkbird, non ci sia un imput diverso. Nella mia esperienza ti posso dire che è vero che per modificare sostanzialmente la temperatura ci vuole del tempo, mi riferisco per esempio alla Winterizzazione dove devo passare, sempre ipotizzando, da 24° a 4°, ma una volta arrivati alla tempratura desiderata ti assicuro che la gestione del mantenimento è meno laboriosa. Io uso impostare il mio strumento, non uso l'inkbird ma è un termostato con lo stesso principio, in +/- 0,2°, della serie attacca a 18,0° stacca a 17,8° (viceversa d'inverno attacca a 18,00 e stacca a 18,2). Consiglio finale, anche in questa situazione, come in tutte quelle della birrificazione, vige la regola di non avere fretta. Non mi devo preoccupare di quanto tempo la mia cella porta a temperatura il mio mosto, ma che lo porti alla temperatura e la mantenga per quanto tempo mi serve. In inverno anche la temperatura esterna mi aiuta se voglio portare il mosto che ho inoculato a 24° ad una tempratura di 18°. Ma d'estate che inoculo a 24° con una temperatura esterna di 31° (e da me vi assicuro succede, anche più di 31°) per abbassare la temperatura a 18° magari ci metto alcune ore, ma quel che conta è arrivare a quella temperatura e mantenerla. Devi solo darti tempo.
  3. Non ero a conoscenza che esistesse, dove lo compri?
  4. Secondo me non ti devi preoccupare più di tanto. La coimbentazione in polistirolo che hai realizzato per proteggere la sonda stà facendo il suo, dà o meno il consenso all'inkbird in funzione della temperatura del liquido, senza influenze esterne. Per cui la temperatura esterna non ti deve preoccupare. Stai tranquillo che non appena il mosto salirà alla temperatura desiderata, lo strumento staccherà la corrente al cavo riscaldante e il liquido farà da refrigerante alla temperatura esterna in un battibaleno, ed i quaranta gradi si livelleranno velocemente con la temperatura del fermentatore, fino all'impulso successivo. Se vuoi realizzare una cosa veramente attendibile metti un vero un portasonda nel fermentatore allora sarai ancora più sicuro che la lettura è nel cuore del mosto.
  5. Grazie delle dritte, hai ragione, ho controllato, la differenza è poca, in un range 18-22 siamo ancora a zero, 23-26 +1, per cui vada con l'inoculo a 24. Grazie anche a te Baccomax, inoculerò a 24 ed eviterò i problemi di latenza, per quanto riguarda l'ossigenazione passo da 20 a 10 minuti, di meno non posso
  6. L'amaro è una cosa soggettiva, quello che è amaro per me per qualcuno può non essere abbastanza amaro, ti resta solo da farti una tua esperienza, come diceva konan attaccati al sito birramia, scegli quelle che secondo le descrizioni si avvicinano al tuo concetto di "amaro" e poi provale tutte, fino a trovare quella che fa per te.
  7. Io ossigeno con l'ossigenatore e le pietre porose, quelli degli acquari per intenderci. Per quanto riguarda la temperatura di inoculo fino ad ora mi sono standardizzato a inoculare a 20 gradi, per avere la stessa temperatura consigliata per il test della OG, ma ora proverò ad inoculare a 22°, spero non ci siamo problemi di conversione nel test della OG In questo modo inalzando la temperatura di inoculo interverò nei problemi di latenza che dici.
  8. Grazie Baccomax, ho letto con attenzione l'articolo che mi hai indicato, cita che non sarebbe necessaria l'ossigenzazione del mosto, ma lo stesso scivente dice che comunque lui l'ossigenazione continua a farla che male non gli fa. Non ho trovato riferimenti ai tempi, per cui a questo punto non mi sono chiarito i dubbi sui tempi per ossigenare. Sinceramente penso che una ossigenazjone di un minuto totale sia un pò poca e secondo l'idea che mi sono fatto della fermentazione dopo l'inoculo meno si agisce meglio è, ed una ossigenazione dopo l'inoculo la vedo un'azione in un mosto che in quel momento deve stare tranquillo. Continuerò a documentarmi.
  9. Apro questa discussione perchè leggendo gli interventi in una discussione con un altro oggetto ho trovato un intervento di Baccomax che come post scriptum citava: " Ps non serve ossigenare cosi tanto.. bastano una 30na di secondi prima e dopo inoculo... " Questa affermazione era rivolta ad uno che diceva di ossigenare una decina di minuti. Io ossigeno sempre 20 minuti, perchè leggendo quà e là ho trovato questo dato, e sopratutto ossigeno solo prima dell'inoculo. Ora ho dei dubbi, esagero anche io?
  10. Il discorso sull'attenuazione mi ha dato la scossa per documentarmi sulla cosa, visto che è un elemento ricorrente e distingue come qualità ed efficienza un lievito da un altro. Le formule che ho trovato sono queste: attenuazione apparente AA = (OG - FG) / OG x 100 attenuazione reale RA = AA% / 1,22 Per cui le ho subito applicate nelle mie ultime birre che ho fatto. Triple della brewferm in kit, fermentabile 0,5 Kg. di Beermalt e 0,5 Kg di zucchero candito bruno, 25 giorni di fermentazione, OG 1074 FG 1020 attenuanzione apparente 73% attenuazione reale 60%. Anche se 0,5 kg di beermalt e 0,5 kg di zucchero candito sono un fermentabile inferiore a 1 Kg di zucchero, mi è sembrato poco per cui ho fatto il calcolo con i valori dichiarati dalla casa ed ho avuto attenuazione apparente 81% attenuazione reale 66%, ma non è poco?
  11. Non avevo messo in conto una cosa, sono sicuro che i lieviti che usate voi non sono quelli in dotazione ma sono lieviti specifici, ed in quelli è comprensibile che ci siano temperature da ripettare a seconda del lievito che si usa. Io facci i kit ed uso ancora i lieviti in dotazione, per cui mi seguo la regola generale test con mosto a 20 gradi e per comodità passo subito dopo il test a ossiggenare e inoculare. Non appena userò liviti specifici avrò l'accortezza di essere più minuzioso a seguire le regole guida per ogni lievito.
  12. Io ho preso l'abitudine di inoculare a 20 gradi, anche perchè essendo la temperatura consigliata per il test del densità iniziale, faccio il test e poi ossigeno ed inoculo, sbaglio?
  13. Allora premesso che buona dote di ogni birraio casalingo è la pigrizia, ossia trovare il massimo risultato con il minimo sforzo, io quando devo pulire bene le bottiglie le riempio fino all'orlo di varecchina. Non candeggina o amuchina, varecchina, la differenza sta nella diluizione del composto che è lo stesso NaClO, per cui la varecchina è più pura, riempite fino all'orlo le lascio 24 ore, basterebbe molto meno ma a me piace esagerare. Tranquilli che il giorno dopo sono limpide e perfette. Le risciacquo e le lascio a "respirare" prima di usarle, la varecchina è volatile dopo un po non si sente nulla. La varecchina poi la recupero, non esaurisce le sue propietà per levare qualche macchia nella bottilglia, io fino a quando è limpida la uso senza problemi.