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  1. 1 point
    si giustissimo il tuo intervento come quello di Cristian.. solo che nella fase post inoculo i tempi sono ristretti.. il mosto dovrebbe essere a temperatura di esercizio dei lieviti al momento dell'inizio della fermentazione tumultuosa (in genere 12/18 ore).. e in quel caso dove il raffreddamento deve essere piu deciso e preciso è bene che la sonda sia attaccata o inserita sul/nel fermentatore e non in aria.. al contrario in aria la sonda va meglio nella fase di mantenimanto in modo da diminuire l'inerzia termica.. ci sono i pro e i contre nei due sistemi.. ma se devo scegliere preferico la sonda attaccata al fermentatore o interna..!!
  2. 1 point
    Caro redtuna Cristi4n è stato ultra esaustivo ed ultra preciso, ma nel finale del suo intervento ti ha dato, secondo me, il suggerimento più importante. Non ti devi preoccupare di quanto tempo ci mette il mosto a salire, ipotizzo da 18° a 20°, l'importante è che salga, e salirà, e che ci resti. Fino a che, tramite l'inkbird, non ci sia un imput diverso. Nella mia esperienza ti posso dire che è vero che per modificare sostanzialmente la temperatura ci vuole del tempo, mi riferisco per esempio alla Winterizzazione dove devo passare, sempre ipotizzando, da 24° a 4°, ma una volta arrivati alla tempratura desiderata ti assicuro che la gestione del mantenimento è meno laboriosa. Io uso impostare il mio strumento, non uso l'inkbird ma è un termostato con lo stesso principio, in +/- 0,2°, della serie attacca a 18,0° stacca a 17,8° (viceversa d'inverno attacca a 18,00 e stacca a 18,2). Consiglio finale, anche in questa situazione, come in tutte quelle della birrificazione, vige la regola di non avere fretta. Non mi devo preoccupare di quanto tempo la mia cella porta a temperatura il mio mosto, ma che lo porti alla temperatura e la mantenga per quanto tempo mi serve. In inverno anche la temperatura esterna mi aiuta se voglio portare il mosto che ho inoculato a 24° ad una tempratura di 18°. Ma d'estate che inoculo a 24° con una temperatura esterna di 31° (e da me vi assicuro succede, anche più di 31°) per abbassare la temperatura a 18° magari ci metto alcune ore, ma quel che conta è arrivare a quella temperatura e mantenerla. Devi solo darti tempo.
  3. 1 point
    Allora, non ti faccio la lezione di fisica però, vediamo se riesco a spiegarmi senza passare da fenomeno e farmi capire. Il volume d'aria di un frigo con dentro il fermentatore pieno è decisamente poco, il frigo a sportello chiuso crea quello che viene definito "sistema chiuso" questo facilita una serie di cose. Innanzitutto l'energia termica è monodirezionale e andrà sempre dal caldo al freddo. Il discorso è solo un discorso di energia e di tempo e mi spiego, ogni grado di differenza tra la temperatura dell'ambiente e del mosto è una quantità di energia che andrà trasferita al mosto fino al momento in cui esse saranno equivalenti. Avrai capito che maggiore è il delta termico (differenza tra le temperature) maggiore sarál'energia da trasferire oppure a parità di energia, servirà un tempi maggiore per raggiungere l'equilibrio. In conclusione non è un problema di temperatura ma di delta termico. Se devi spostare la temperature di 2/3 gradi la volta, che generalmente è quello che facciamo noi, dove scaldi o metti la sonda fa veramente poca differenza. Anche perché più sarà precisa la tua sonda e veloce il processo più sarà rilevante il delta termico tra mosto e ambiente, nel tuo caso ambiente più caldo del mosto e la differenza, una volta spento il cavo, continuerà a trasferirsi al mosto superando il risultato di temperatura che vuoi ottenere. La mia opinione è quella di lavorare sulla temperatura ambiente ed avere un processo leggermente più lento ma più stabile e preciso, eventualmente impostando delle tolleranze Non so se sono riuscito a spiegarmi...